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XXXI Domenica Ordinaria 30 Ottobre 2016

In questa settimana siamo invitati

a riflettere sull’ OPERA di DIO

che segue tutto il MONDO CREATO

e lo sostiene con la sua

PROVVIDENZA

PRIMA LETTURA:

Dal libro della Sapienza: Sap 11, 23 – 12, 2

Signore, tutto il mondo davanti a te è come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. Hai compassione di tutti, perché tutto puoi, chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento. Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta? Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza? Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore, amante della vita. Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose. Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato, perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.

Il brano del libro della Sapienza è eloquente nel dare l’immagine di un Dio provvidente che si occupa della sua Creazione. L’Onnipotente crea per amore, sostiene e provvede alla sua opera per amore, corregge e castiga per amore come farebbe un padre terreno con i suoi figli, con la differenza che il Padre Celeste conosce l’universo intero e il cuore dell’uomo come nessun altro.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

  • Sono convinto che Dio crea e sostiene l’universo per amore oppure penso che tutto avvenga per puro fatalismo?

  • Sono convinto che anche la correzione di Dio è frutto del suo amore me?

SECONDA LETTURA:

Dalla seconda lettera di S. Paolo apostolo ai Tessalonicesi: 2Ts 1, 11 – 2, 2

Fratelli, preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo. Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

Paolo prega per i fratelli della comunità di Tessalonica perché Dio possa portare a compimento ogni opera di bene progettata da loro. La convinzione dell’apostolo è che senza l’intervento di Dio ogni opera dell’uomo non raggiungerebbe pienamente il suo obiettivo (umano e spirituale).

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

  • Prego per la buona riuscita dei progetti di vita dei miei fratelli di fede quando questi sono fatti secondo i progetti di Dio?

  • Per i miei progetti mi lascio guidare da saggi maestri che seguano l’insegnamento della Chiesa?

VANGELO:

Dal Vangelo secondo Luca: Lc 19, 1 – 10

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

A Gerico si trovava un posto di controllo doganale dell’amministrazione romana. Zaccheo era il capo dei controllori. Egli aveva sulla coscienza non solo le estorsioni finanziarie abituali fra i “doganieri” dell’epoca, ma era considerato anche traditore politico e religioso, perché collaborava con i detestati oppressori della Palestina e, anzi, li sosteneva. Non sappiamo quali motivazioni spingessero Zaccheo nel desiderio di vedere Gesù. Nessuno tra la folla degli Ebrei pii gli fa posto in prima fila, né gli permette di salire sul suo tetto e perciò Zaccheo deve salire su un albero. Vedendolo, Gesù, di sua iniziativa, si invita a casa sua. Non solo Zaccheo è pieno di gioia, ma Gesù stesso è felice di poter perdonare il peccatore pentito e di accoglierlo come un figlio prodigo. Gesù esprime la sua gioia con queste parole: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo”. Gesù esprime così il suo amore e il suo completo dedicarsi ai peccatori: sono essi che si sono allontanati, eppure è lui che è venuto a cercarli.

NESSO TRA LE LETTURE

L’amore di Dio investe di sé ogni pagina della Bibbia e della liturgia cristiana. Nei testi della presente domenica ciò risalta in modo speciale. L’amore di Dio verso tutte le creature, perché tutte hanno nell’amore di Dio la loro ragione di essere (prima lettura). L’amore di Dio per tutti gli uomini, senza alcuna distinzione, perché tutti sono suoi figli (vangelo). L’amore di Dio verso i cristiani, “perché il nome del Signore nostro Gesù sia glorificato in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo” (seconda lettura).

MESSAGGIO DOTTRINALE

1. L’avventura dell’amore divino. Dal momento stesso in cui Dio iniziò la sua opera creatrice, ebbe inizio per lui l’avventura dell’amore. L’avventura meravigliosa di essere ricambiato nell’amore. Ma anche l’avventura del rischio dell’amore, del rifiuto dell’amore, dell’incomprensione dell’amore, del volto doloroso dell’amore. “Tu ami tutte le cose esistenti, e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata”, dice la Sapienza. Ma, non si ha l’impressione che i cataclismi e le catastrofi naturali del nostro pianeta si ribellino contro il governo sovrano dell’amore? “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anch’egli è figlio di Abramo”, dice Gesù nel vangelo. Ma, le altre “case” di pubblicani, accetteranno l’amore? E le altre case dei ricchi, si convertiranno, come Zaccheo e la sua casa, all’amore di Dio? Dio ci ha chiamato alla vocazione cristiana, per essere glorificato nelle nostre vite; ma, le nostre vite sono veramente la gloria dell’amore? L’amore di Dio, nella sua avventura storica, in certo modo è sottomesso alla grande legge creata da Dio stesso, e che egli rispetta, del libero arbitrio. E così sarà fino alla fine dei tempi. Non vogliamo scrutare ansiosamente il mistero che ci sfugge e che oltrepassa le nostre capacità di conoscenza. Vigili, sì, ma sereni! Allora, sì, dietro il sipario finale della storia, l’avventura dell’amore di Dio sarà terminata. L’amore di Dio sarà intronizzato nei cieli e gli uomini adoreranno eternamente la triplice faccia dell’Amore.

2. Un amore senza frontiere. Così è l’amore di Dio. Non ha la frontiera del tempo, perché Egli ama nel tempo e prima del tempo e al di là del tempo. Non ha la frontiera dello spazio, perché Egli ha creato lo spazio e lo ha riempito con opere sorte unicamente dal suo amore: il cielo, la terra e tutto ciò che in essi abita (prima lettura). Non è limitato dalla frontiera dell’età, della condizione sociale o economica, dallo stato di vita degli uomini, perché ciò che più conta per Dio è che tutti sono immagine sua e tutti Egli ama come figli. Dio non ama il cieco di Gerico perché è povero (Lc 18, 35-43), né Zaccheo perché è ricco, ma perché entrambi sono suoi figli. Per Dio non contano queste barriere che tanto contano non poche volte per gli uomini. Dio non ama per “meriti”, ma in totale libertà. E non è nemmeno limitato, Dio, nel suo amore, dalla barriera del peccato. Noi uomini siamo peccatori, Zaccheo è un peccatore pubblico. Ciò non importa. Il peccato non è, per così dire, una sconfitta dell’amore, ma occasione perché l’amore di Dio si manifesti con nuovo splendore. E potranno forse essere le nostre preoccupazioni, i nostri timori, i nostri pensieri sulla “imminenza” del “termine della storia” una muraglia inaccessibile all’amore di Dio? Dio è al di sopra di tutti i limiti che noi uomini possiamo porre al suo amore. Dio è anche più grande e sta al di là della morte, questo mostro nel cui territorio sembra che neppure l’amore di Dio abbia accesso. Dio è “amico della vita” (prima lettura), “autore della vita”. A Lui la morte non infonde timore come a noi, poveri mortali, Egli varca la sua barriera e la distrugge, affinché gli uomini, suoi figli, vivano per sempre.


SUGGERIMENTI PASTORALI

1. Occhi per amare. La realtà si guarda in modo molto diverso quando si hanno occhi per l’amore o quando non si hanno occhi per amare Dio nella grandezza e nello splendore del firmamento! Posso contemplare una stella in una notte di primavera con l’occhio scrutatore dello scienziato, che indaga sulla sua distanza della terra, gli anni che ha o il materiale di cui è composta. E posso contemplarla con l’occhio semplice di chi scopre in essa un riflesso della bellezza di Dio, un regalo di Dio in questa incantevole notte di primavera! Occhi per vedere l’amore di Dio nel potere e nella bellezza della natura! Questa natura che rivive dopo l’inverno come se risorgesse. Questa natura mediante la quale Dio ricorda all’uomo la legge del rinnovamento permanente e lo richiama alla sua vocazione alla resurrezione con Cristo glorioso. Occhi per ammirare l’amore di Dio come si mostra nell’uomo e nelle opere magnifiche del suo pensiero! È diverso considerare l’intelligenza dell’uomo come frutto della casualità evolutiva, dal vedere in essa l’opera più preziosa e sublime dell’amore creatore di Dio. È molto diverso il tratto che avrò con un uomo, se mi fermo solamente al fatto che è un quadrupede intelligente o se, oltrepassando con lo sguardo l’ambito corporale, lo vedo come un figlio di Dio nato per una eternità felice nell’amore. Noi uomini di solito abbiamo occhi per il male, per la critica, per la immondizia del mondo. Va bene, ma dobbiamo guardare tutto ciò con occhi di amore, con gli stessi occhi con cui Dio lo vede. E, soprattutto, dobbiamo spalancare il nostro sguardo al bene, al parlare bene degli altri, alla verità, alla bellezza e alla santità che ci sono nel mondo. In definitiva, avere occhi per l’amore è avere occhi per Dio, è avere gli occhi di Dio.

2. La creatività dell’amore. Che l’amore sia creativo, penso che nessuno lo metta in dubbio. Già conosciamo la creatività dell’amore di Dio: la Sacra Scrittura, la Chiesa come istituzione dell’amore redentore, la presenza di Gesù Cristo nell’Eucarestia, o la perfezione del cervello umano, e la immensità del cosmo e delle sue galassie, per fare alcuni esempi. Voglio soffermarmi, tuttavia, sulla creatività dell’amore umano e cristiano, questa creatività che è la nostra propria, e che dobbiamo attuare giorno per giorno, per mostrare che siamo veramente cristiani. Chi ignora la potenza “creativa” di una carezza allo sposo, al figlio, alla madre o alla fidanzata? Chi non ha potuto constatare qualche volta la creatività di una parola, di uno sguardo, di un abbraccio? Cercare ogni giorno creatività nell’amore entro la famiglia. Piccole cose dell’amore, ma nuove, inaspettate, sorprendenti! Cercare la creatività nell’amore per servire meglio gli altri, come impiegato in un ufficio, come parroco, come infermiera in un ospedale, come assistente sociale in una residenza di anziani, come maestro in una scuola o professore in una università, ecc. E soprattutto cercare la creatività nel nostro amore a Dio. Creativi quando parliamo con Dio per dirgli la stessa cosa, ma con linguaggio e musica diversi. Creativi nel moltiplicare il più possibile le opere dell’amore, le maniere di esprimere l’amore. Creativi per pensare e formulare l’amore di Dio e comunicarlo creativamente agli uomini. Creativi per parlare a Dio e per parlare di Dio. Creatività nell’amore! Forse non è l’amore, per sua stessa natura, creativo? Se per una casualità l’amore cessasse di essere creativo, sarebbe noia, routine, fastidio. Cesserebbe di essere amore. Che fare per esercitare quotidianamente la creatività dell’amore?

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

  • Sono convinto che l’incontro con Gesù può trasformare positivamente la mia vita? Cosa è per me la conversione? Come la vivo quotidianamente?

  • Penso che la conversione del cuore abbia bisogno di segni autentici e forti che esprimano davvero la volontà di cambiare?