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Festa del Battesimo di Gesù 12 Gennaio 2014

In questa settimana siamo invitati

a riflettere sulla

MISSIONE affidata dal

PADRE CELESTE

a GESÙ

 

PRIMA LETTURA: 

Dal libro del profeta Isaia: Is 42, 1-4.6-7: 

Così dice il Signore: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito  come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre». 

Il Messianismo di Gesù non è come se lo aspettava il popolo d’Israele. La rivoluzione portata da Gesù è di ordine spirituale, ma che necessariamente comporta conseguenze anche sul piano pratico. Gesù ha un modo diverso di concepire la giustizia, il diritto, la regalità, l’alleanza, ecc. Tutto questo lo dimostrerà durante tutto il suo ministero.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

 –      Cosa mi colpisce dell’umiltà di Gesù? Cerco di assimilarla interiormente per farla mia e abbracciarla nel mio modo di vivere. 

–      Quali sono le cose che mi colpiscono di più del comportamento di Gesù, uscendo dai luoghi comuni?

 

SECONDA LETTURA:

Dagli Atti degli Apostoli: At 10, 34-38:

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.  Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

Come devono essere stati affascinanti i primi passi della Chiesa. Pietro e gli altri che giorno dopo giorno si rendono conto del progetto di Dio sull’umanità intera. Essi riescono a cogliere i segni dell’opera del Padre celeste attraverso le avventure e le disavventure che hanno dovuto sperimentare. Leggere tutta la storia, personale e dell’intera umanità alla luce del progetto di Dio ci aiuta a collaborare meglio e a non ritardare la venuta del suo regno.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

–      Mi capita, qualche volta, con il mio comportamento di essere di ostacolo, piuttosto che di aiuto alla realizzazione del progetto di Dio sull’umanità?

–      Penso di impegnarmi a sufficienza per conoscere l’opera e la vita di Gesù?

 

VANGELO:

Dal Vangelo secondo Matteo: Mt 3, 13–17:

Gesù chiede a Giovanni di battezzarlo, ma non ha bisogno alcuno di tale battesimo di penitenza perché, dall’inizio, tutto si realizzi e perché si manifesti la Santa Trinità che egli è venuto a rivelare. Giovanni invitava il popolo a prepararsi alla venuta imminente del Messia. A lui è concesso di contemplare ciò a cui aspira ogni uomo che prega e che contempla: Giovanni percepisce e insieme accoglie il mistero di Dio, quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Giovanni vede il Figlio, il Verbo eterno di Dio, e lo indica già come il Salvatore. Sente il Padre, che nessuno riesce a vedere, testimoniare e attestare che quello è davvero suo Figlio (Gv 5,36-37). Percepisce poi la presenza dello Spirito che si posa sulla superficie dell’acqua, madre di ogni vita (Gen 1,2). È lo Spirito che è sceso su Maria, generando in lei la vita umana e divina (Lc 1,35). È lo Spirito che scenderà un giorno sugli apostoli perché fecondino la terra e le diano vita eterna(At 2,4). E, pur avendo avuto un altro battesimo, altrimenti efficace (Mc 10,39), anche noi siamo stati battezzati “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19). E, secondo la promessa, la Santa e Divina Trinità pone in noi la sua dimora (Gv 14,23). Essa trasforma la nostra vita, affidandola a Dio e attirandoci verso di lui con la forza di attrazione della risurrezione.

Dopo le feste natalizie che ci hanno annunciato l’Emmanuele, il Dio-con-noi, oggi il battesimo di Gesù nelle acque del fiume Giordano ci significa la sua messianicità e l’epifania della Chiesa. Gesù rimane con noi, in noi, per noi “salvatore” e vi rimane sacramentalmente. Nel battesimo di Gesù è il nostro battesimo. L’afferma il Battista quando dice: “Ecco colui che toglie il peccato del mondo. Egli battezza in Spirito Santo” (Gv 1,14ss). Vi è una progressiva rivelazione del mistero battesimale: “Nella nube e nel mare” sono battezzati Mosè e Israele (1cor 10,2): il passaggio del Mar Rosso è segno profetico dell’esodo e dell’alleanza, attraverso prove, verso la terra promessa; nel battesimo di Giovanni che è penitenza. Tale progressiva rivelazione ci dispone al Salvatore, al suo battesimo in remissione dei peccati come confessa lo stesso Battista. Nel battesimo di Gesù nasce la Chiesa sacramento; nel nostro battesimo inizia il nostro impegno cristiano. Il nuovo Israele di Dio in Cristo Gesù “esce dall’acqua” (v.16), è liberato, redento. Ma Gesù non si limita a questo tipo di battesimo. Egli conclude la sua missione con un battesimo di sangue, e a questo mistero di redenzione lo Spirito santo rende testimonianza. Lo Spirito di Dio che aleggiava sulle acque, come forza creatrice e ri-ordinatrice del caos (Gn 1,1), appare “come colomba” (v. 16), scende e rimane per sempre in Cristo e nella Chiesa: “Ho posato il mio Spirito su di lui” (Is 42,1); “Tutti furono pieni di Spirito Santo” (At 2,4). Il battesimo è dunque epifania dell’incarnazione, epifania della filiazione divina, epifania della messianicità, epifania della Trinità, epifania del mistero pasquale nella storia della salvezza che continua nel nostro battesimo. Epifania dello Spirito. Il battesimo è la nostra anagrafe ecclesiale. Ci dà un nome: Cristiano; ci dà un cognome: Cattolico, che esige fedeltà a Cristo, obbedienza alla Chiesa come Madre che ci rigenera ad una vita nuova nelle acque del battesimo. Il battesimo è una nuova nascita, dalla morte alla vita, perché è un passaggio dal peccato alla solidarietà dell’amore che riconcilia e salva. Segnàti come siamo in nome della SS. Trinità, tutto il disegno di salvezza deve divenire nostro impegno quotidiano. Un battesimo che ci chiede ed esige da noi di essere “segni” autentici del Signore. Il battesimo è vita da trasmettere, luce da comunicare. Cristo in noi, noi in Cristo, nella vita della Chiesa. Non pochi lasciano che la vita battesimale si paralizzi, divenendo membra sclerotizzate, malate, che sono sofferenza e scandalo nel popolo di Dio. Considerano la Chiesa come matrigna piuttosto che madre, pronti a denunzie, recriminazioni, tradimenti, invece di renderla per sè e per gli altri più amabile nella loro esistenza e nelle loro opere. Non pochi vivono nella Chiesa senza vita sacramentale, senza amore, osando spesso affermare: “Cristo sì, Chiesa no”, quasi fosse possibile un Cristo senza Chiesa e una Chiesa senza Cristo. Del battesimo, così, non rimangono che poveri frammenti dovuti a tradizioni, a sentimento. Che responsabilità! Che nessuno perda la fede o abbia crisi di fede per causa nostra. I genitori hanno l’impegno di custodire, difendere e festeggiare il battesimo, il loro battesimo nel battesimo dei loro figli. Non basta l’annotazione nel registro parrocchiale; non basta una celebrazione anemica che riduce i battesimi a piccoli festival familiari. Occorre che nel figlio del loro amore mai sia assente o deturpato l’amore di Dio e di quella famiglia spirituale che è la Chiesa.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

–      Accetto gli esempi di umiltà di Gesù, oppure mi oppongo ad essi per paura di doverne seguire l’esempio?

–      Come penso di seguire l’invito del Padre celeste su Gesù, cioè ascoltarlo e seguirlo?