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Lettera di Don Gianfranco per la Quaresima 2014

 

Carissimi,

ho provato ad immaginare, con un po’ di fantasia, l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, che ricordiamo in modo particolare nella Domenica delle Palme; chissà come sarebbe stato vissuto oggi, con i mezzi di comunicazione di massa capaci addirittura di anticipare i movimenti delle grandi “star” oltre che inseguirli; ho provato ad immaginare Ingresso messianicole riprese in mondovisione delle “tv” di tutto il mondo, oppure i titoli dei giornali a caratteri cubitali, per descrivere il “trionfo” di un uomo che, compiendo miracoli, parlando alle folle con grande convinzione, facendo attorno a se un grande seguito di “curiosi” e “affezionati”, fosse riuscito a far parlare di sé, suo malgrado, in un modo esageratamente trionfalistico. (Più volte hanno cercato di farlo “re”). Al giorno d’oggi abbiamo decine di esempi di leader, attori, uomini sportivi, capaci di attirare folle di “seguaci” più o meno convinti. Come sappiamo e vediamo, questo avviene anche nei riguardi del Papa. A partire da Papa Giovanni, è sotto gli occhi di tutti il “successo” mediatico della figura del Papa. Gesù ha fatto capire spesso quanto rifiutava questo modo di avvicinarsi a Lui che rischiava di essere ambiguo. Sappiamo bene, inoltre, quanto difficilmente l’entusiasmo per la figura del Papa possa “scricchiolare” quando le sue parole, specialmente in campo etico, risultano difficili da vivere.
Ho provato anche ad immaginare, le chiacchiere denigratorie e le accuse infamanti che di li a pochi giorni avrebbero distrutto Gesù. Con altrettanto impeto di comunicazione anche tali momenti sarebbero stati amplificati in modo “puramente” ed esageratamente giornalistico.
Se analizzassimo il fenomeno “Gesù” da un punto di vista esclusivamente “mediatico” ci renderemmo conto che la sua persona risponderebbe pienamente a questi criteri di “audiens”. Ma dobbiamo stare attenti a non compiere questo errore nell’avvicinarci a Gesù e soprattutto agli avvenimenti pasquali.
Come dicevo prima, se leggiamo i Vangeli, ci rendiamo conto che Egli ha sempre rifiutato coloro che si avvicinavano a lui per pura curiosità morbosa, per interesse economico, per brama di potere, per vana gloria. Ha sempre cercato di correggere il tiro, riguardo alla sua persona, orientando nel modo giusto il punto di vista dei discepoli, i quali fino all’ultimo non lo hanno compreso in profondità abbandonandolo sotto la croce.
Gesù ha sempre rifiutato la logica del sensazionalismo, e se avesse progettato la realizzazione del suo Mistero di Salvezza ai tempi di oggi, pur con mezzi diversi, avrebbe probabilmente utilizzato gli stessi criteri, nella diffusione del suo messaggio, nel dono concreto e cruento della vita, nella scelta dei suoi discepoli, nel rapporto con le classi dirigenti, nell’uso della parola. Criteri che hanno sempre messo al centro dell’attenzione l’uomo e la sua dignità. In un noto musical sulla figura di Gesù, ad un certo punto, uno dei protagonisti, rivolgendosi al “Maestro” gli domanda: “la tua morte è stata un incidente di percorso, oppure sapevi che facendo così, avresti fatto più rumore?”
Se non toccasse il cuore della fede nel Mistero della Redenzione e della Salvezza, questa domanda sarebbe, davvero, solo di pura curiosità giornalistica. Nella logica del sensazionale, la notizia della morte di Gesù, “presunto” Messia, Rivoluzionario, ecc., sarebbe durata per qualche tempo fino a naufragare poi nel dimenticatoio. Lo ricordava anche Gamaliele, un membro del Sinedrio, il quale, davanti alla preoccupazione degli ebrei osservanti sul diffondersi del cristianesimo, rispondeva così:

«Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare contro questi uomini. 36Qualche tempo fa venne Tèuda, dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s`erano lasciati persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla. 37Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta gente a seguirlo, ma anch`egli perì e quanti s`erano lasciati persuadere da lui furono dispersi. 38Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; 39ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!». (Atti degli Apostoli)

Tante volte nella storia umana è stata data la “condanna a morte” alla Fede, e in particolare alla Fede Cristiana. Solo in ordine di tempo mi vengono in mente alcuni grandi “avversari della fede” negli ultimi due secoli: l’ILLUMINISMO, l’ATEISMO di STATO, lo SCIENTISMO, le cui “briciole” ancora oggi si fanno sentire. La fede cristiana è sempre “risorta” nonostante queste “condanne a morte” proclamate e nonostante tutti i tentativi di continuare a praticarle, in modo più o meno evidente. Se il messaggio cristiano è di origine divina, se la Chiesa, voluta da Gesù è di origine soprannaturale, non potrà mai essere sconfitta nemmeno se i problemi e le difficoltà venissero dai comportamenti e dalle parole all’interno della Chiesa. La lampada della Fede in Gesù morto e risorto sarà sempre accesa fino alla fine dei secoli.

Tutta la vita, il messaggio, la morte e la Risurrezione di Gesù hanno davvero qualcosa di sensazionale e Gesù ne è consapevole; ma Egli non vuole essere seguito, a furor di popolo, in modo puramente superficiale. L’ECCEZIONALITÀ della sua vita e delle sue opere deve toccare la persona nella sua fede, nella sua interiorità. Se vivessimo la nostra adesione a Cristo semplicemente in modo emotivo, rischieremmo di non essergli fedeli e di seguirlo come si segue una moda. Il periodo di quaresima, proprio perché è un periodo di penitenza ci invita a purificare la nostra sequela nei confronti di questo Maestro. La maturità nella fede ci porta a diventare giorno per giorno dei cristiani sempre più convinti che, pur nella loro fragilità, cercano di seguire il Maestro “ovunque vada”, mossi dall’amore, dalla passione per Lui. E Gesù è il nostro grande esempio!

Infatti alla base di tutta la nostra riflessione c’è una idea di fondo: l’amore di Gesù per tutti gli uomini, di tutti i tempi, di qualsiasi estrazione; un amore spinto fino al dono della vita. Ogni cristiano che desidera seguire questo maestro non può che guardarlo in ordine all’amore. E l’amore non ha bisogno di sensazionalismi emozionali per portare frutti. La storia della Chiesa è colma di grandi figure che hanno innaffiato le strade del mondo con il loro amore silenzioso ma efficace, capace di fecondare una umanità malata di tutte quelle fragilità personali e collettive che a volte ne hanno minato le fondamenta.
Auguro di cuore a ciascuno di noi di vivere il periodo quaresimale nella sobrietà e nella cura di tutti quegli aspetti negativi che rendono il nostro amore, a volte, squallido e non simile a quello di Gesù.

Con affetto

Don Gianfranco
Parroco

Roma, 5 marzo 2014, Mercoledì delle Ceneri