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Festa della Epifania di N.S. GESU’ CRISTO 6 Gennaio 2015

In questa settimana siamo

invitati a riflettere su

GESÙ, LUCE del MONDO

che ILLUMINA

TUTTA L’UMANITÀ

PRIMA LETTURA:

Dal libro del profeta Isaia: Is 60, 1-6: 

Alzati, rivestiti di luce perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore e la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Ancora segnata dal particolarismo religioso, questa visione, accostata a quella dell’Apocalisse, acquista tutto il suo significato profetico: la Gerusalemme che noi attendiamo discenderà dal cielo; è in essa che saranno riuniti per sempre, in una stessa lode del Signore, coloro che fin da ora camminano verso di essa guidati dalla stella di Cristo.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

–      Sono capace di provare gioia profonda quando mi accorgo, attraverso segni concreti, della grandiosa opera di Dio nel mondo? 

–      Cerco di scorgere in me barlumi di luce divina anche nei momenti forti di difficoltà presenti nella vita quotidiana?

 

 

SECONDA LETTURA:

Dal lettera di S. Paolo apostolo agli Efesini: Ef 3, 2–3a. 5-6: 

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

L’Epifania del Signore, fondamento ed esigenza dell’annuncio del vangelo a tutti i popoli, ai quali, ormai, è aperto l’accesso al regno alla sola condizione della fede nel Cristo. 

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE: 

–      Sono convinto che la mia presenza nel mondo e soprattutto in “questo contesto” in cui mi trovo,  è una grazia forte che Dio mi concede per santificarmi? 

–      Sono convinto che dei disegni divini, la mia presenza è importante per aiutare a crescere nella santità i miei fratelli?

 

  

VANGELO:

Dal  Vangelo secondo Matteo: Mt 2, 1-12:

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: <<E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele>>” Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga a adorarlo”. Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finchè giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua Madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. 

Già al tempo di Matteo, alcuni si perdevano in sterili discussioni. Con la Parola di Dio sulle labbra, mostravano agli altri la via da seguire senza impegnarvisi personalmente, temendo di perdere quelli che consideravano privilegi personali riservati esclusivamente a loro. Nel frattempo, certi pagani abbracciavano gioiosamente la fede, pronti ad accogliere, senza riserve, la sua inedita novità. Anche oggi, persone dalle quali non ci si sarebbe aspettata una cosa del genere camminano faticosamente alla ricerca del Signore. Quando l’hanno trovato, piene di gioia, non esitano ad abbandonare le strade familiari, guidate dalla luce che ormai abita in esse.

Celebriamo oggi l’Epifania del Signore, la manifestazione di Dio all’intera umanità, espressa dalla venuta dei Magi alla Grotta di Betlemme, guidati da una stella. In questa solennità che chiude il ciclo delle feste natalizie noi cogliamo in essa un messaggio di grande rilevanza morale e spirituale: Gesù Cristo è stella della nostra vita, Egli ci orienta e guida e noi siamo orientati, ovvero diretti verso di Lui. La manifestazione di Gesù Cristo, che è chiamata universale alla salvezza, da cui non possono prescindere gli uomini di cultura e di scienza, ci dice esattamente che Gesù Cristo può e deve diventare la linea guida anche per coloro che sono alla continua ricerca della verità mediante l’uso della ragione e della scienza. Non c’è contrapposizione tra fede e ragione, anzi possiamo comprendere che ai piedi di Cristo l’uomo della fede, come i pastori di Betlemme e l’uomo della scienza, come i Magi dell’Oriente, possono incontrasi ed adorare l’unico Dio che è la vera verità e la base di ogni verità. E’ interessante capire come il cammino o percorso della ragione per incontrare Cristo sia non facile e che necessita di prove e verifiche continue. La stessa cosa, su un piano diverso avviene per la ricerca di Dio nella fede e con la fede. Il vangelo della venuta dei Magi ci esprime plasticamente questo itinerario non facile da svolgere e portare a conclusione. Questi sapienti dell’Oriente ci indicano che è possibile incontrare Dio nella fede, dopo aver cercato con la ragione e la scienza, se ad un certo punto si lascia di ragione e si fa quel salto di qualità che impegna il cuore e la mente oltre i confini delle proprie conoscenze facendo spazio a Dio e quindi alla fede in Lui. La stella della nostra vita è Cristo e incontrarla provoca in noi una gioia sconfinata. I santi hanno potuto assaporare questa gioia e nonostante la loro vasta cultura di fronte agli insondabili misteri della fede hanno dato la loro piena e libera adesione, ben sapendo che scommettevano non sul vuoto, ma sul certo, scommettevano su Dio stesso. E’ molto bello ascoltare quello che l’Apostolo Paolo dice di se stesso circa la missione affidatagli da Cristo dopo la sua conversione. Lo scrive nel brano della Lettera ali Efesìni che ascoltiamo nella solennità di oggi. Il ministero affidato a Paolo è quello di educare i cristiani ad accogliere Cristo e a rispondere a Lui nella fede e con la fede, in quanto la salvezza di Cristo è per tutti e non per una sola parte dell’umanità. Le genti sono chiamate a condividere la salvezza eterna, a formare una sola famiglia e fare proprie le promesse di Cristo. Nessuno uomo è escluso da questo progetto di amore e redenzione. Cogliamo in esso un appello alla speranza cristiana fondata su Cristo salvatore, come ci ha ricordato recentemente il Santo Padre, Benedetto XVI, nella sua seconda Enciclica “Spe Salvi” dedicata alla speranza cristiana. Ed un forte richiamo a questa prospettiva di gioia e di salvezza, di luce e felicità ci viene dalla prima lettura questa solennità tratta dal libro del profeta Isaìa. L’invito ad alzarci, a risollevarci dalla condizione di debolezza e peccato, dalla fragilità umana ci viene da un profeta dell’antico testamento, che ben otto secoli prima di Cristo, guarda al giorno della venuta del Messia come ad un giorno di luce, di superamento di ogni buio e tenebra, soprattutto interiore, di apertura ad una speranza nuova fondata sul sicuro e sulla certezza che l’unico vero Dio viene in aiuto all’umanità smarrita e perduta nei suoi progetti e pensieri che non arrivano mai a conclusioni certe e definitive, proprio perché non riferite a Lui. L’Epifania che oggi celebriamo è aprire la nostra vita all’incontro con Cristo ed aprire tutti gli spazi possibili perché egli prenda possesso del nostro cuore e della nostra mente, per assaporare la gioia di appartenergli e di vivere per Lui, con Lui ed in Lui. Sia questa la nostra preghiera nei giorni che proseguiranno dell’anno appena iniziato, dopo aver celebrato in questo periodo di Natale i misteri della Natività di Cristo, insieme ai misteri della vita di Maria e di Giuseppe, suo castissimo sposo: “La tua luce, o Dio, ci accompagni sempre e in ogni luogo, perché contempliamo con purezza di fede e gustiamo con fervente amore il mistero di cui ci hai fatto partecipi”. Amen.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

–      Come vivo personalmente la mia adorazione a Dio? Cosa vuol dire che per me è al primo posto? 

–      Sono capace di compiere ogni giorno il mio cammino spirituale per arrivare ad incontrare Dio? Sono capace di leggere la sua presenza anche nei segni più nascosti?