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Festa della Epifania di N.S. Gesù Cristo 6 Gennaio 2016

In questa festa siamo invitati a riflettere su GESU’

LUCE DEL MONDO

PRIMA LETTURA:

Dal libro del profeta Isaia:Is 60, 1–6

  • Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

L’Epifania, col suo fascino misterioso, è il coronamento gioioso di tutto il tempo natalizio. Una grande luce si sprigiona da questa solennità a diradare le dense tenebre che coprono la terra: una luce che proviene da un bambino che è il Figlio dell’eterno Padre, il Messia degli israeliti, il Dio dei pagani e, di fronte ad Erode, il Re delle genti.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

* Quali sono le cose che danno gioia al mio cuore? C’è fra queste Dio e la sua Parola?

* Quale è la stella cometa che guida la mia vita umana e spirituale?

 

SECONDA LETTURA:

Dalla lettera di S. Paolo apostolo agli Efesini:Ef 3, 2–3. 5-6

  • Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

Parlando delle sofferenze di prigioniero a vantaggio dei pagani, Paolo aggiunge: “suppongo che voi abbiate sentito parlare del compito conferitomi da Dio per sua grazia a vostro favore”. Questa economia, questo piano di salvezza indica la realizzazione del piano d’amore di Dio per mezzo della predicazione del Vangelo, cui è legato intimamente il ministero, il compito di Paolo. La parola “dono” indica qui, come più d’una volta nelle sue lettere, la vocazione di Paolo, il suo incarico apostolico. Paolo è lo strumento scelto, attraverso il quale Dio chiama i pagani destinatari della lettera non conoscevano Paolo personalmente; ma come non avranno “udito” parlare di lui che era il mediatore del Lieto Messaggio per loro? Vi offro questa riflessione di S. Agostino sul valore della festa dell’Epifania:

L`Epifania, il cui nome deriva dalla lingua greca, in latino può essere chiamata manifestazione. Oggi, si è rivelato il Redentore di tutte le genti e a tutte le genti chiede solennità. E, per questo, abbiamo celebrato la sua nascita, pochissimi giorni fa, e oggi celebriamo la sua stessa manifestazione. Il Signore nostro Gesù Cristo, nato da tredici giorni, si dice sia stato adorato oggi dai Magi.

Poiché avvenne che la verità del Vangelo parla: ma in quale giorno sia avvenuto dovunque l`importanza di questa solennità così gloriosa, lo dichiara. Sembrò giusto, infatti, e veramente è giusto, che poiché, primi fra i Gentili, i Magi conobbero il Signore Gesù, e, non ancora impressionati dalla sua parola, seguirono la stella apparsa loro che parlò loro visibilmente in luogo del Verbo incarnato, come lingua del Cielo (Mt 11,1-12), affinché i Gentili conoscessero, per grazia, il giorno della salvezza delle sue primizie, e lo dedicassero al Cristo Signore con solenne ossequio ed azione di grazie.

Le primizie, certo, dei Giudei per la fede e la rivelazione del Cristo, esistettero in quei pastori, qui nello stesso giorno in cui egli nacque, lo videro col venire da molto vicino. Gli angeli annunziarono a quelli, la stessa a questi. A quelli fu detto: Gloria a Dio dal sommo dei Cieli (Lc 2,14): in questi si compì: I cieli cantano la gloria di Dio (Sal 18,2). Gli uni e gli altri, senza dubbio, come gli inizi delle due pareti che provenivano da condizione diversa: dalla circoncisione e dal prepuzio accorsero alla pietra principale: per la loro pace, che l`una e l`altra cosa rendeva una sola (Ef 2,11-12). Nei Giudei fu prima la grazia, nei Gentili più abbondante l`umiltà. Veramente quelli lodarono Dio, perché avevano visto il Cristo: ma questi adorarono anche il Cristo che avevano visto. In quelli fu prima la grazia, in questi, più abbondante l`umiltà. Forse quei pastori di poca importanza, esultavano più fervidamente per la loro salvezza: ma questi Magi ricoperti di molti peccati chiedevano più umilmente il perdono. Questa è quella umiltà, che la Divina Scrittura esalta più in quelli che provenivano dai Gentili che nei Giudei.

Dai Gentili, infatti, proveniva quel centurione che, avendo ricevuto il Signore con tutto il cuore, tuttavia si ritenne indegno, che egli esitasse nella sua casa, né volle che il suo ammalato fosse visto da lui, ma (volle) che si comandasse al salvo (cf. Mt 7,5-10). Così più intimamente lo considerava presente nel cuore, la cui presenza egli, nobilmente, teneva lontano dalla sua casa. Finalmente il Signore disse: «Non ho trovato in Israele una fede così grande». Anche quella donna Cananea viveva tra i Gentili e, quando si sentì chiamare dal Signore cane, e giudicata indegna che il pane dei figli fosse dato a lei, come un cane si accontentò delle briciole: e perciò non meritò di esserlo, poiché non rifiutò quello che non era stata. Infatti, in persona ascoltò queste parole dal Signore: O donna grande è la tua fede (ibid., 15, 21-28). L`umiltà in lei aveva reso grande la fede; perché essa stessa si era fatta piccola. I pastori dunque vengono da vicino a vedere, e i Magi vengono da lontano ad adorare. Questa è l`umiltà con la quale meritò di essere innestata sull`olivo selvaticamente, e di portare l`olivo contro natura (cf. Rm 11,17)…

Celebriamo, dunque, con molta devozione questo giorno, e adoriamo presente nel Cielo, il Signore Gesù che quelle nostre primizie adorarono giacente nella mangiatoia. In lui, certo, essi veneravano ciò che accadrebbe, che noi veneriamo già adempiuto. Le primizie dei Gentili, lo adorarono raccolto sul seno materno: i Gentili lo adorarono seduto alla destra di Dio Padre.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

* Cerco con la mia vita di essere testimone del Vangelo in mezzo a coloro che vivono da pagani?

* Mi capita invece di essere io stesso a farmi trasportare dal modo di vita dei “lontani” dal vangelo?

 

VANGELO:

Dal Vangelo secondo Matteo:Mt 2, 1-12

  • Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

I Magi si interessano presso Erode del luogo della nascita. La domanda lo turba; ha da temere un nuovo rivale. Convoca un consiglio competente di grandi sacerdoti e di scribi, i quali gli danno la risposta ufficiale. Unendo 2Sam 5,2 con Mic 5,1 riportati al versetto 6 di Matteo, l’evangelista dimostra che Cristo appartiene alla dinastia davidica e che contemporaneamente risolve il doloroso problema dell’unità del popolo fra Giuda ed Israele. Così Cristo compie simultaneamente una profezia sulla restaurazione di Giuda e realizza una parola delle tribù del Nord (Israele) che invitano Davide a regnare su di esse.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:

* Sono invidioso del tempo che le persone che conosco dedicano a Dio? Oppure costituiscono per me un esempio?

* Sono pronto ad accogliere chi annuncia a me il messaggio del vangelo, soprattutto in quelle occasioni della mia vita imbarazzanti?