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Seconda Domenica di Pasqua 3 Aprile 2016

In questa settimana siamo invitati

a riflettere sulla FEDE

nella RISURREZIONE di GESU’

PRIMA LETTURA: Dagli Atti degli Apostoli: At 5, 12 - 16
  • Il potere che Gesù aveva di vincere la morte e ogni male è stato realmente trasmesso agli apostoli; era necessario convincere in tal modo un pubblico che aveva ancora soltanto fede nella potenza di Dio. Ma la vera vittoria sul male non è soltanto un miracolo: è anche la presenza di una freschezza che fa sorridere un volto contratto dal dolore, un gesto di amicizia che conforta un cuore inasprito, la volontà di cambiare il proprio ambiente e renderlo migliore, un impegno serio nella propria conversione. Tutto ciò vale più di un miracolo, per rendere evidente la presenza del Risorto nel mondo di oggi.
SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:
  • Cerco di nutrire la mia fede non tanto attraverso i segni fisici (richieste di miracoli, ecc.) ma soprattutto attraverso i segni della fede (l’esempio di cristiani convinti)?
  • Sono convinto che i segni della presenza di Gesù e della sua risurrezione sono le conversioni del cuore, come vittoria del Cristo risorto sul male?
  SECONDA LETTURA: Dal libro dell’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo: Ap 1, 9 – 11a. 12 – 13.  17 - 19
  • Giovanni, deportato ad Efeso, scrive ai cristiani perseguitati dall’autorità politica. Un giorno gli è apparso il Cristo sotto le sembianze di “Figlio dell’uomo” (cioè giudice degli ultimi tempi), di sacerdote vero (l’abito lungo fino ai piedi), e di re (la fascia d’oro). Egli lo vede soprattutto come Signore della Chiesa (in mezzo ai sette candelabri che rappresentano le Chiese). E’ lo stesso Cristo, Signore, Re, Sacerdote, Giudice che noi incontriamo ogni domenica nella lettura del vangelo e nella celebrazione eucaristica.
SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:
  • Sento nel cuore, come battezzato il desiderio, la chiamata ad annunciare il Vangelo con la mia vita ai miei fratelli?
  • Condivido nel cuore la ricerca dei miei fratelli nel trovare il Signore e dare un senso alla loro vita?
    VANGELO: Dal Vangelo secondo Giovanni: Gv 20, 19 - 31
  • Gesù risorto appare ai discepoli e dona loro la pace e la gioia del Padre. Solo ora essi riconoscono il motivo e il valore della sua morte: è infatti dal suo costato ferito e dalle sue mani trafitte che viene a loro la pace dello Spirito. L’insistenza con cui Giovanni parla delle mani e del costato di Cristo richiama la previsione profetica che non si era realizzata per gli apostoli sotto la croce, a motivo della loro viltà; “volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv 19,37). E’ uno sguardo che cancella tutto il passato, la paura, il dolore e la viltà stessa, e fa sgorgare il grido della fiducia totale e dell’amore: “Mio Signore e mio Dio!”. Eccovi una splendida pagina di S. Agostino a commento di questo episodio del Vangelo:
  "E quando fu sera in quel giorno che era il primo della settimana, essendo per paura dei Giudei chiuse le porte del luogo dove stavano i discepoli riuniti, venne Gesú, e stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi». E detto questo, mostrò loro le mani e il costato" (Gv 20,18-20). I chiodi avevano trafitto le sue mani, e la lancia aveva aperto il suo costato; ed erano conservati i segni delle ferite per guarire dalla piaga del dubbio i cuori degli increduli. E le porte chiuse non avevano potuto opporsi al suo corpo, dove abitava la divinità. Colui, la cui nascita aveva lasciato inviolata la verginità della madre, poté entrare in quel luogo, senza che le porte venissero aperte. "I discepoli furono pieni di gioia, vedendo il Signore. Ed egli disse loro di nuovo: «Pace a voi»" (Gv 20,20-21). La ripetizione ha valore di conferma; cioè egli dà ciò che era stato promesso per bocca del Profeta, pace aggiunta a pace (cf. Is 26,3). "Come il Padre ha mandato me" - aggiunge il Signore -"anch`io mando voi" (Gv 20,21). Sapevamo già che il Figlio è uguale al Padre; ora ascoltiamo le parole del Mediatore. Egli mostra, in effetti, di essere il Mediatore, in quanto dice: Egli ha mandato me e io mando voi. "Ciò detto, alitò sopra di essi, e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo»" (Gv 20,22). Soffiando su di essi, mostrò che lo Spirito non era soltanto del Padre, ma era anche suo. "A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, a chi li riterrete, saranno ritenuti" (Gv 20,23). La carità della Chiesa che per mezzo dello Spirito Santo scende nei nostri cuori, rimette i peccati di coloro che partecipano di essa; ritiene invece i peccati di quanti non sono parte di essa. E` per questo che parlò del potere di rimettere o di ritenere i peccati, dopo aver annunziato: «Ricevete lo Spirito Santo». "Ma Tommaso, uno dei dodici, che era chiamato Didimo, non era con essi, quando venne Gesú. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore». Ma egli rispose loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel luogo dei chiodi, e la mia mano nel suo costato, non credo «. E otto giorni dopo, i suoi discepoli stavano di nuovo in casa, e Tommaso era con essi. Venne Gesú, a porte chiuse, stette in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi». E poi disse a Tommaso. «Appressa qui il tuo dito, e guarda le mie mani, e appressa la tua mano e mettila nel mio costato, e non voler essere incredulo, ma credente». Tommaso gli rispose e disse: «Signore mio e Dio mio!»" (Gv 20,24-28). Vedeva e toccava l`uomo, ma confessava la sua fede in Dio che non vedeva né toccava. Ma quanto vedeva e toccava lo induceva a credere in ciò di cui sino allora aveva dubitato. "E Gesú gli disse: «Hai creduto perché mi hai veduto»" (Gv 20,29). Non disse: Mi hai toccato, ma disse soltanto: «Mi hai veduto», perché la vista in un certo modo comprende tutti gli altri sensi. Anche noi, infatti, siamo soliti nominare la vista per intendere anche gli altri sensi, come quando diciamo: Ascolta e vedi che suono armonioso, odora e vedi che odore gradevole, assapora e vedi che buon sapore, tocca e vedi come è caldo. In ognuna di queste espressioni si dice: «vedi», anche se vedere è proprio degli occhi. E` cosí che il Signore stesso dice a Tommaso: «Appressa qui il tuo dito, e vedi le mie mani». Egli dice in sostanza: Tocca e vedi, anche se Tommaso non aveva certo gli occhi sulla punta delle dita. Sia alla vista che al toccare si riferisce il Signore dicendo: «Hai creduto perché hai veduto». Si potrebbe anche dire che il discepolo non lo toccò affatto, sebbene Gesú lo invitasse a farlo. L`evangelista infatti non dice: Tommaso lo toccò. Sia che egli abbia ritenuto sufficiente vedere, sia che abbia anche toccato, è vedendo che credette, e giustamente il Signore esalta come superiore alla sua la fede delle genti che non lo vedranno, con le parole: "Beati coloro che banno creduto, senza avere veduto (ibid.)". In questa espressione usa il tempo passato, in quanto egli considerava, nella predestinazione, già avvenuto ciò che doveva verificarsi nel futuro. SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:
  • Quali sono le situazioni della vita che rendono il mio cuore indurito e non aperto alla fede?
  • C’è qualcosa nel mio comportamento che mi fa rassomigliare a Tommaso? Come penso di migliorarlo?