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Quarta Domenica di Pasqua 17 Aprile 2016

In questa settimana siamo invitati

a riflettere sulla CHIAMATA

alla VITA ETERNA

rivolta a TUTTI

  PRIMA LETTURA: Dagli Atti degli Apostoli: At 13, 14. 43-52:
  • Paolo costata in questa lettura che l’evangelizzazione è indissolubilmente legata alla persecuzione. Ogni volta che si rivolge agli ebrei, urta contro un’opposizione sempre più vivace; ma tutto è salutare in questa prova, poiché in tal modo l’apostolo è spinto verso i pagani e annuncerà anche a loro il vangelo. La meditazione ch’egli fa sul servo sofferente di Isaia lo aiuta a capire perché ogni missione deve passare attraverso la prova. Ci vuole coraggio per essere cristiani; appena si incomincia a vivere sul serio il vangelo e a liberare gli uomini dal male, immancabilmente affiora l’ombra della croce.
SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:
  • Cerco di essere sempre testimone del Vangelo oppure lo faccio solo con le persone che mi conoscono o che conosco, per paura, per vergogna?
  • Sono capace di chiedere aiuto al Signore quando vengo preso in giro, offeso a causa della mia testimonianza cristiana?
  SECONDA LETTURA: Dal libro dell’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo: Ap 7, 9. 14b-17:
  • Giovanni ci presenta in questa lettura il paradiso: un’immensa festa popolare in cui s’inneggia a Dio e ci si ritrova tutti fratelli. Gli abitanti sono vestiti di bianco, il colore della gioia e dell’innocenza, e hanno in mano la palma, simbolo di vittoria. Immagini che evocano la sazietà dopo la fame, il riposo dopo la fatica, la sicurezza dopo le difficoltà. E’ un grande invito alla speranza, nei tempi tristi di persecuzione in cui si trovava la Chiesa allora; e anche per noi è una meta, perché nonostante la pace apparente della società religiosa e civile, gli agi della vita moderna, sentiamo fortemente il vuoto dell’esistenza, il dramma della divisione, dell’incomunicabilità e della solitudine.
SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:
  • Prego spesso per la realizzazione del Regno di Dio?
  • In che modo entra la sofferenza nella mia testimonianza cristiana?
  VANGELO: Dal Vangelo secondo Giovanni: Gv 10, 27-30
  • Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Queste parole di Gesù rispondono alle domande delle autorità religiose, che gli hanno chiesto, come farà il sommo sacerdote al processo: “se tu sei il Cristo, dillo apertamente”. Nel vangelo di Luca, Gesù risponde: “Anche se ve lo dico non mi crederete”. Che cosa attendono da Gesù i giudei? Che egli si inserisca in un quadro prestabilito, in una mentalità preordinata. Si attende un messia dalle caratteristiche ben precise , secondo i nostri gusti. I farisei parlando con Dio, formulano sia la domanda che la risposta: non sono liberi. Per entrare nella fede, invece, è necessario essere disponibili al piano di Dio. E noi, non ci avviciniamo forse tante volte a Dio nell’atteggiamento della provocazione e della presunzione? Eccovi come ulteriore meditazione una pagina di S. Agostino: <<I Giudei attribuivano una grande importanza a quanto avevano domandato a Cristo. Se infatti egli avesse detto: Io sono Cristo, dato che essi ritenevano che Cristo fosse soltanto figlio di David, lo avrebbero accusato di volersi arrogare il potere regale. Ma piú importante è quanto egli rispose loro: a quelli che volevano far passare come delitto il dichiararsi figlio di David, egli dichiarò di essere Figlio di Dio. In qual modo? Ascoltate: "Rispose loro Gesú: «Già ve l`ho detto e non credete; le opere che io faccio in nome del Padre mio, rendono testimonianza in mio favore. Ma voi non credete perché non siete delle mie pecore»" (Gv 10,25-26). Già avete appreso chi siano le pecore: siate nel numero delle sue pecore! Le pecore sono tali in quanto credono, in quanto seguono il loro pastore, non disprezzano colui che le redime, entrano per la porta, ne escono e trovano i pascoli: e sono pecore perché godono della vita eterna. E perché allora disse a costoro: «Non siete delle mie pecore»? Perché egli li vedeva predestinati alla morte eterna, e non riacquistati alla vita eterna col prezzo del suo sangue. "Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna" (Gv 10,27-28). Ecco quali sono i pascoli. Se ben ricordate, egli aveva detto prima: «Ed entrerà e uscirà e troverà i pascoli». Siamo entrati credendo, usciamo morendo. Ma nello stesso modo in cui siamo entrati per la porta della fede, da fedeli anche usciamo dal corpo: usciamo per la stessa porta per poter trovare i pascoli. Questi eccellenti pascoli sono la vita eterna: qui l`erba non si inaridisce, sempre verdeggia, sempre è piena di vigore. Si dice di una certa erba che è sempre viva: essa si trova solo in quei pascoli. «La vita eterna - dice - do loro», cioè alle mie pecore. Voi cercate motivi per accusarmi, perché non pensate che alla vita presente. "E non periranno in eterno" (Gv 10,27-28); sottintende: voi invece andrete nella morte eterna, perché non siete mie pecore. "Nessuno le rapirà di mano a me (ibid.)". Raddoppiate ora la vostra attenzione: "Il Padre mio che me le ha date, è piu potente di tutti" (Gv 10,29). Che può fare il lupo? Che possono fare il ladro e il brigante? Essi non possono perdere che quelli che sono predestinati alla rovina. Ma quelle pecore di cui l`Apostolo dice: "Il Signore conosce i suoi" (2Tm 2,19), e ancora: "Quelli che ha conosciuti nella sua prescienza, quelli ha predestinati, e coloro che ha predestinati, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; e quelli che ha giustificati li ha anche glorificati" (Rm 8,29-30), queste pecore, dicevo, non potranno né essere rapite dal lupo, né asportate dal ladro, né uccise dal brigante. Colui che sa cosa ha pagato per esse, è sicuro delle sue pecore. E` questo il senso delle parole: «Nessuno le rapisce di mano a me».>>. SPUNTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE:
  • Cosa faccio per mettermi davvero in ascolto della voce di Gesù?
  • Sono convinto di essere un dono di Gesù a Dio?