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Omelia del card. Tomáš Špidlík su Santa Melania, in occasione della reposizione delle reliquie della Santa, nell’altare parrocchiale, nel venticinquesimo di istituzione della parrocchia

Il presente testo, non essendo stato possibile registrare l’omelia dalla viva voce dell’autore, nasce dal confronto di appunti di partecipanti alla liturgia del venticinquesimo di S.Melania con la reposizione delle reliquie della santa nell’altare parrocchiale. Lo proponiamo a tutti con gioia perché, nella sua sinteticità e bellezza, ci aiuta a penetrare nella ricchezza della vita della santa, patrona della nostra parrocchia, e nella fede cristiana.

Nel vangelo di oggi (Mc 13,24-32) leggiamo che il sole si oscurerà. Conosciamo parecchie forme di oscuramenti, le eclissi della luna o del sole, ma sono fenomeni molto brevi. Le osserviamo come si fa con uno spettacolo. La notte polare è molto più lunga, ma anche quella passa. Qui si tratta invece dell’oscuramento definitivo, che segna la fine della vita del mondo? Che cosa dobbiamo dire di una tale profezia?
Secondo la scienza il mondo è nato e così finirà. E’ possibile che noi stessi lo distruggeremo con le bombe atomiche o con armi di distruzione di massa. Ma è di questo che parla il vangelo? La Bibbia non è un manuale di scienze naturali!

I teologi affermano che degli eventi escatologici, della morte e della vita dopo la morte, possiamo parlare solo usando dei simboli. Gli artisti e i poeti sono coloro che capiscono e sanno usare i simboli. C’è un’icona che rappresenta la Trasfigurazione del Signore, nella quale troviamo anche l’espressione artistica dell’oscurità del sole.
La tradizione dice che gli apostoli hanno visto sul monte Tabor l’inizio del tempo nuovo, anticipando già quell’evento la resurrezione dalla morte.
Che cosa possiamo vedere in questa icona? Tre colline sulle quali si trovano Cristo, Elia e Mosè. Dietro Cristo, il sole è nero. Cristo è vestito di bianco, cosi è sottolineata la differenza tra buio e luce. Dinanzi allo splendore di Cristo, alla sua luce, più luminosa del sole, la luce stessa del sole è talmente insignificante da apparire scura! Quest’immagine vuole anche dire che tutto può essere visto nella luce di Cristo. Nella venuta di Cristo non ci sarà più bisogno del sole. Nell’icona della Trasfigurazione, le colline e gli alberi sono piccoli in proporzione alle figure umane che sono invece grandi. Vuol dire che tutto cambierà, sarà diverso. Noi giudicheremo le cose secondo valori nuovi. Vedremo le cose, come le vede il Signore. Alla luce del sole gli alberi e le montagne ci sembrano grandi, ma alla luce di Cristo le prospettive cambiano. Anche le montagne sono piccola cosa, dinanzi a Lui.

Ogni uomo dà un valore alle cose attorno a lui e per questo ha con loro un rapporto particolare, a secondo del valore che dà loro – del problema dei valori si sono già occupati gli stoici dell’antica Grecia. La gioia e la tristezza che gli avvenimenti ci provocano sono dati dal valore che noi abbiamo dato a queste cose. Un esempio concreto: se un bambino perde la pallina con la quale sta giocando piange, ma la persona adulta non piange più, ha dato un diverso valore alla pallina. Ecco allora che il vangelo di oggi è un invito a cambiare opinione, a vedere il valore delle cose a partire da un nuovo punto di vista. Possiamo vedere le conseguenze di questo: spesso siamo scontenti. Alcuni hanno insegnato che la cosa importante era cambiare il mondo. Non possiamo cambiare la vita, ma possiamo cambiare la nostra posizione verso le cose. I filosofi ci hanno lasciato questo consiglio: apprezzare le cose spirituali e non cercare la soddisfazione solo nelle cose materiali. Chi s’interessa troppo delle cose materiali, si sente sempre insoddisfatto, non ha mai abbastanza. Ma quante di queste cose sono per noi inutili, superflue! I fachiri indiani sono contenti di un piatto di riso, i cristiani hanno in comune alcune cose con loro, ma con delle grandi differenze. I cristiani non vogliono essere come loro. I cristiani, infatti, sanno apprezzare le cose materiali. Perché? Vogliono godere il mondo? In realtà i beni materiali sono per i cristiani lo strumento dell’amore.

Col denaro si può fare tanto bene! Questi pensieri ci introducono alla festa, che oggi celebriamo. La vostra chiesa è dedicata a santa Melania. Che cosa sappiamo di lei? Cosa possiamo imparare dalla sua vita? La vita di santa Melania è ispirata ad un generale rovesciamento dei valori.

In primo luogo vediamo il suo comportamento nei confronti del denaro. Santa Melania era una delle donne più ricche dall’impero, volevano sposarla persone dalla Spagna, dall’Africa. Lei decise di dare tutti i beni che aveva ai poveri. Per fare questo aveva bisogno del permesso dell’imperatore. Anche perché tutti i suoi parenti, che avrebbero voluto un giorno ereditare quelle ricchezze, si opposero! Melania riuscì ad ottenere il permesso dell’imperatore. Il suo gesto di donare tutto fu molto forte, ma era anche giusto? San Giovanni Crisostomo dice che i beni materiali sono doni di Dio, che dobbiamo curare. Per la vita eterna è bene regalarli. Dare le ricchezze è l’unico modo per ritrovarle in cielo! La Provvidenza del Signore rivelò che questa era la scelta giusta. Infatti, poco dopo la sua partenza da Roma – che avvenne nel 408 – Alarico, nel 410, invase l’Italia, devastandola e spogliando tutti delle loro ricchezze. La terra fu devastata e Roma saccheggiata. Quelle ricchezze sarebbero scomparse, se non fossero state in anticipo donate!

Il secondo rovesciamento di valori che incontriamo nella vita di Melania è nel suo matrimonio. Ognuno ha la sua chiamata. Lei si sposò, ma chiese – ed ottenne – di vivere in castità con il marito, dopo una dura lotta con lui e con i parenti. Perché decise di vivere in castità? Non è questo un pensiero strano? Cosa può significare questo per noi, dal punto di vista spirituale?
S.Giovanni Crisostomo ha insegnato, a differenza di altri Padri della Chiesa, che non solo il corpo differenzia l’uomo e la donna, ma anche la vita spirituale. Diversa è la vita spirituale di un uomo e di una donna. Se, all’inizio del loro rapporto, della loro conoscenza, l’uomo e la donna possono essere attratti l’uno dal corpo dell’altro, nella diversità del loro essere corporeo, se possono iniziare attratti dalla passione, può nascere – e deve crescere – poi una inamicizialt spirituale fra di loro. Solo se dal rapporto passionale nasce poi questa intesa spirituale, il matrimonio è bello e fecondo. Se non cresce questa relazione spirituale, quando poi l’intesa passionale finisce, tutto crolla. Ecco un secondo grande insegnamento, allora, nella vita della nostra santa: ognuno deve tendere, anche se è chiamato alla vita matrimoniale, al crescere di questo rapporto spirituale con l’altro.

Terzo rovesciamento dei valori nella vita di Melania: la sua attività sociale. I padri della chiesa hanno parlato molto dei doveri dei cristiani. Vedevano la miseria degli altri. Oggi i poveri sono affidati allo Stato. Lo stato deve assicurare loro i mezzi economici per vivere. Nella vita di santa Melania possiamo vedere il suo particolare atteggiamento: vendeva i beni materiali, ma, anche, liberava gli schiavi. Questo, all’inizio, creò grandi problemi! Ne aveva tanti ed essi vivevano con uno instipendiolo. Quando li liberò avvenne ciò che accadrebbe se, ad esempio, oggi chiudesse la FIAT. Tanti si troverebbero senza un reddito, senza uno stipendio. Molti di essi, allora, si ribellarono e dissero: iiPreferiamo restare schiavi!la Lei tenne duro, mostrando che è importante la visione economica, ma, prima, deve venire la persona. Era importante che essi accettassero la libertà.

Consideriamo poi un altro aspetto del messaggio sempre attuale della vita di santa Melania. Lei visse in un periodo in cui arrivavano i barbari, cioè coloro che vivevano in modo diverso dai romani. Le persone pensarono che stesse arrivando la fine del mondo. Così pensò S.Agostino, così pensò S.Girolamo che non voleva più scrivere, perché pensava che il mondo fosse giunto al suo termine! Così anche S.Gregorio Magno, il quale sosteneva che il mondo sarebbe finito, se i barbari non si fossero convertiti al cristianesimo. Non così Melania, che non si scoraggiò, dinanzi alla difficoltà dei tempi. Pensate che, solo pochi secoli dopo, avvenne la consacrazione di Carlo Magno imperatore cristiano. E’ come se oggi un albane se diventasse presidente della Repubblica! Ma occorre essere consapevoli che il mondo cambia. La Chiesa sa che sempre inizia un nuovo periodo, che, in modo diverso dal precedente, potrà però nuovamente essere cristiano. Questo non è cieca fiducia nelle novità, ma fiducia nella Provvidenza. Di questa fiducia abbiamo bisogno anche oggi.

Significativa è anche la morte di santa Melania. Morì a Betlemme, nel 439, dopo la festa della nascita del Signore, il Natale. Desiderava morire vicino al posto dove era nato il nostro Salvatore. I cristiani si ponevano molte domande su Cristo, se Lui fosse veramente uomo e Dio. Anche oggi alcuni continuano ad interrogarsi su questo. Nascevano così le eresie. Le risposte a questi interrogativi sono venute dai grandi concili della chiesa. I santi del tempo sono sempre stati, a ragione, sicuri del dogma di fede – della vera umanità e della vera divinità di Cristo – senza il quale sarebbe venuta meno tutta la speranza cristiana.

Da tutto questo possiamo vedere che la vita di santa Melania ha dei significati che sono validi anche oggi. Lei è romana, ma a Roma è poco conosciuta! Nel mondo ho visto che è molto venerata. In Canada, ad esempio. ho trovato cittadine e parrocchie con il nome di Saint Melany. Io la amo molto e per questo ho scritto la sua biografia, perché la sua vita è molto concreta. La vostra parrocchia ha così una particolare missione: aiutare a scoprire per i romani questa dimenticata grande santa. Ora, con la reposizione delle reliquie nel vostro altare, che fra poco compiremo, la vostra parrocchia diventa il “santuario” romano di santa Melania.