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Giovanni Paolo II a Santa Melania Juniore – 27 novembre 1988

Dove c’è rumore c’è anche amore

Le parole di Giovanni Paolo II ai bambini di S. Melania in occasione della sua visita

Pubblichiamo  le parole che Giovanni Paolo II rivolse ai bambini in occasione della sua visita alla nostra parrocchia, il 27 novembre 1988. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza del testo sul sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto.

L’incontro con la porzione più giovane della comunità di Santa Melania Juniore si svolge in un piccolo anfiteatro alle spalle della chiesa. Sui gradini sono radunati circa 300 bambini iscritti ai corsi della scuola di vita cristiana organizzati dalla parrocchia, che con un entusiasmo incontenibile accolgono il Santo Padre. È un incontro particolarmente gioioso ed anche “rumoroso”, come sottolinea il parroco nel presentare i piccoli al Papa, ma, forse proprio per questo, ancor più significativo. In un certo senso la grande vivacità dei bambini è un po’ lo specchio della vivacità interiore della giovane parrocchia di Santa Melania Juniore.
Rispondendo alle parole del parroco e dei bambini, Giovanni Paolo II rivolge a tutti i presenti queste parole.

Sia lodato Gesù Cristo.

Il vostro parroco ha detto: Ecco i giovani di questa nostra giovane parrocchia. Sono molto lieto di essere qui e di trovarmi in mezzo a voi, i più giovani che costituiscono il futuro della parrocchia, della Chiesa di Roma, della vostra patria, del mondo. Vi ringrazio per la gioiosa accoglienza. Ringrazio anche i due oratori, che hanno parlato a nome di tutti i ragazzi della parrocchia. Condivido il rammarico del vostro collega che andando in Vaticano ha trovato il portone di bronzo chiuso e poi le guardie che non lo lasciavano entrare. Questo si deve correggere. Cercheremo il modo perché una volta non solamente lui, ma anche tutti voi, trovi il portone di bronzo aperto e le guardie disponibili ad introdurlo nella casa del Papa. Vi invita a fare una visita in Vaticano.

Il vostro parroco ha detto ancora una parola molto interessante: Ecco i giovani e dove ci sono i giovani c’è anche un po’ di rumore. Io direi abbastanza rumore, ma mi è venuta in mente subito un’associazione di parole: dove c’è rumore c’è anche amore. È vero che non sempre, molte volte il rumore è segno di amore. Quando la gente si ama, quando un ambiente è pieno di amicizia, quando le persone sono aperte vicendevolmente, allora c’è anche un po’ di rumore, un po’ di chiasso, che significa gioia. Allora si può dire che è vero, come ho pensato, che dove c’è rumore c’è anche amore.

Qualche volta, però, il rumore può essere segno di un’altra cosa, non più di amore, ma di disamore, di odio, di guerra. Sappiamo bene che le guerre si fanno anche con grande rumore, un rumore terribile, spaventoso. Allora aspiriamo a questo rumore che viene dall’amore e non all’altro. Aspiriamo tutti a questo amore e preghiamo tutti per questo.

Quando dico che dove c’è rumore c’è anche amore, penso alla situazione alla quale noi e tutta la Chiesa cominciamo a pensare nella prima domenica di Avvento. Cominciamo a pensare più intensamente a quella notte non rumorosa, ma piena di tranquillità, nella quale viene tra noi, per abitare tra noi, il Figlio di Dio fattosi uomo, Gesù Cristo, quella notte di Betlemme, quella notte che deve concludere e coronare il periodo dell’Avvento liturgico, quella notte che è tanto vicina a tutti i cuori umani, specialmente a quelli dei giovani e dei bambini. Vi auguro una buona preparazione alla venuta di Gesù. E vi auguro anche di fare intorno a lui quando verrà, quando verrà come bambino, ricordando la sua prima nascita a Betlemme, un po’ di rumore, quel rumore che esprime la gioia. Si deve attendere Gesù con gioia. Si deve incontrarlo con gioia. Si deve partecipare alla sua nascita con gioia. Vi auguro questa santa gioia, questa gioia cristiana. Ogni anno, le feste natalizie, il santo Natale ci portano una nuova ispirazione, una speranza di vita: Dio è un Dio che viene ad abitare tra noi, vuol essere tra noi e con noi. Questa è la speranza, questa è l’ispirazione per ciascuno di noi, che ci illumina, che illumina le strade. Anche le strade piene di buio, piene di disperazione vengono illuminate dalla presenza di Dio, dal suo Natale, dalla sua alleanza con noi: Dio di amore, Dio Emmanuele.

Auguro a tutti di prepararsi bene al santo Natale. Auguro alla vostra parrocchia di prepararvi bene in questa età giovanile ad incontrare Gesù, nostro salvatore, durante tutta la vostra vita, ogni giorno. Lo auguro a voi, alle vostre famiglie, Chiese domestiche. Auguro questo alla vostra parrocchia che è anche la famiglia dei figli di Dio intorno a Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio.