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Lettera di don Gianfranco per l’Anno della Fede

Carissimi,

 

vi saluto con affetto dopo la pausa estiva sperando vivamente che il riposo e la tranquillità abbiano preso posto nelle vostre giornate. Spesso la “vacanza” diventa pura trasgressione e se si pensa che per rompere la routine della vita quotidiana bisogna necessariamente vivere esperienze stravaganti sia dal punto di vista etico che economico, si rischia di tornare ancora più stanchi di quando si è partiti, e soprattutto più tristi interiormente anche se si cerca di nasconderlo perfino a noi stessi. Mi auguro che per ciascuno di voi non sia stato così.

All’inizio di questo nuovo anno pastorale, vorrei presentarvi la nostra linea guida per il cammino comunitario che ci apprestiamo ad iniziare. Come sapete, lo scorso 11 ottobre 2011 il Papa Benedetto XVI ha indetto “l’ANNO DELLA FEDE”, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e del ventesimo anniversario della promulgazione del “Catechismo della Chiesa Cattolica”. L’Evento inizierà l’11 ottobre 2012 e terminerà il 24 novembre del 2013. Certamente sarà un anno straordinario per tutta la Chiesa, e anche noi cercheremo di viverlo in profondità attraverso tante iniziative di carattere formativo a livello spirituale e culturale. Prima di presentarvi, almeno idealmente, ciò che faremo quest’anno, guidati dalle indicazioni del Papa e del programma pastorale della nostra Diocesi, vorrei invitarvi a meditare attentamente l’indirizzo di saluto che San Paolo ha mandato alla Chiesa di Roma, all’inizio della sua lettera ai Romani, per renderci conto fin da subito del calore della fede di questo apostolo e del suo affetto profondo verso le comunità a cui ha indirizzato le sue lettere, che sono, ricordiamolo, “Parola di Dio” perché appartengono al nuovo Testamento. Proprio come appartenenti ad una comunità “romana”, sentiamo davvero “nostro” questo saluto e questa esortazione:

 

“Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle Sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di Santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato per ottenere l’obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; e fra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo. A quanti sono in Roma amati da Dio e santi per vocazione, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.”  (Rom 1,1-7)

 

Sono molto belle le parole di Paolo, convinto che Dio lo ha chiamato per annunciare il Vangelo. Sono anche difficili, probabilmente, per una comprensione immediata, perché cariche di significati dottrinali per la nostra fede. Non so se ciascuno di noi è convinto profondamente che Dio lo chiami ad una missione specifica soprattutto in questa comunità. La nostra vocazione a lavorare nella “vigna del Signore” è legata a quella dei nostri fratelli. La nostra vocazione è aiutare i nostri fratelli a “CRESCERE NELLA FEDE” e questa è una “grazia”. Scoprire di essere “santi” per vocazione e mantenersi tali è una stupenda avventura nella quale possiamo vivere da protagonisti. San Paolo ci dice che siamo “amati da Dio”.

Durante tutto l’anno cercheremo di scoprire il “segreto” di una “Fede” che non è nata ieri ma che si fonda sulla Testimonianza di coloro che ci hanno preceduto, nel Popolo di Israele e nella Chiesa, e che hanno incontrato Dio, hanno seguito Gesù e lo hanno annunciato di generazione in generazione fino ad oggi.  Ci avvicineremo alla grande ricchezza del Concilio Vaticano II, espressione non tanto di una Fede caduta dall’alto, ma della Fede di un Popolo, “il novello Popolo di Dio, la Chiesa” che riscopre la bellezza della propria Fede da trasmettere agli uomini del nostro tempo.

Cercheremo di conoscerlo meglio per attingere dai suoi documenti l’entusiasmo e la profondità spirituale dei Padri Conciliari testimoni della fede vissuta di tanti popoli, per arricchire, in questo modo, anche la nostra fede. Inoltre compieremo un viaggio  nei luoghi che hanno visto la presenza di grandi testimoni della fede nella città di Roma, e non solo,attraverso una serie di pellegrinaggi che ci aiuteranno molto a scoprire  quella fede che lungo i secoli è arrivata fino a noi grazie alla presenza di tali giganti di spiritualità.

Infine cercheremo di rileggere il Simbolo della Nostra fede, il “CREDO”, quello che recitiamo tutte le domeniche, qualche volta anche distrattamente, ma che è un’autentica dichiarazione di amore verso Dio e la sua presenza “salvifica in mezzo a noi. Compiremo un viaggio ideale nel cuore di questo “Inno alla Fede” che veniva consegnato ai “catecumeni adulti alla fine del loro cammino in preparazione del Battesimo, proprio a ridosso della Celebrazione.

Il MARTEDI sarà il giorno della Catechesi per la nostra formazione sul Concilio Vaticano II, sul Simbolo della Fede: il CREDO, su alcuni Testimoni che nella Storia della Chiesa ci hanno testimoniato e tramandato la Fede.

Anche i vari incontri di preghiera (penitenziali, momenti di adorazione) in modo particolare il GIOVEDI prima della S. messa vespertina, avranno come filo conduttore “l’ANNO DELLA FEDE”, proprio perché possa diventare “l’Anno della PROPRIA FEDE personale,  nel quale traspaia il desiderio grande amore per Gesù. Infatti, solo un grande amore può far dire con san Paolo: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. Oppure: “Oramai tutto io reputo spazzatura di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo”. Questa è la Fede concreta.

Cercheremo di assaporare la bellezza di questo intenso Cammino spirituale perché la nostra fede si arricchisca e diventi più motivata.

Potremmo davvero trovarvi un nutrimento utile per la nostra testimonianza cristiana in tutti i campi della vita pratica: dai rapporti familiari a quelli con le persone che incontriamo quotidianamente; dalla vita di preghiera a quella di impegno lavorativo; troveremo suggerimenti spirituali e concreti utilissimi, e direi anche “normativi”, perché ognuno di noi possa cercare di essere un cristiano davvero autentico.

Vedrete!  Sarà una avventura stupenda che non vi lascerà come prima.

Ci farà rendere conto della validità della fede cristiana di chi ci ha preceduto e che l’ha elaborata attraverso le parole, espressione di un Vangelo incarnato nella vita concreta e ci aiuterà ad amare di più Gesù.

Vi auguro un buon anno pastorale con la speranza che nel vostro cuore si accenda, si alimenti, si sostenga quell’ardore apostolico che tanti cristiani hanno lasciato come tesoro alla Chiesa. BUON CAMMINO!

 

 

                   Con affetto

 

 

                                                                                                     Don Gianfranco

                                                                                                           Parroco

 

 

Roma, 8 settembre 2012, festa della Natività di Maria Vergine