Una nuova opera dell'artista Sergio Ferriccioni:
il Presepe di Santa Melania del Natale 2003

  Anche quest’anno un nuovo presepe sarà “scoperto” nella notte di Natale. E’ l’ultima opera dell’artista Sergio Ferriccioni che, iniziando quasi per gioco anni fa, ha fatto di quest’arte un motivo di passione e – osiamo dire – di testimonianza. Proprio per i suoi presepi, insieme al suo principale aiutante Egidio Franceschetti, ha da poco ricevuto dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il riconoscimento di Cavaliere della Repubblica Italiana, a motivo del fatto che il presepe di S.Melania viene poi riallestito, l’anno successivo, nella parrocchia della Tenuta di Castelporziano. Lo abbiamo intervistato, durante i lavori per la nuova opera.

Dove è ambientato il Presepio di S. Melania 2003?
Seguendo l’ormai consolidata abitudine di realizzare presepi in stile romano, quest’anno, - per la precisione sarebbe meglio dire l’anno scorso, perché il presepe doveva venire alla luce già nel Natale 2002, ma i tempi di realizzazione sono stati più lunghi del previsto! - ho scelto di rappresentare uno scorcio del ghetto. In particolare una veduta, liberamente ricostruita, del Portico di Ottavia con il Teatro di Marcello sullo sfondo.

Quanto tempo occorre per realizzare un presepio simile?
Posso stimare il tempo impiegato per fare quello di questo anno in circa 50 giorni di lavoro.

Perché ti sei concentrato su presepi in “Stile Romano”?
Perché siamo a Roma sarebbe risposta troppo ovvia e riduttiva. Inoltre io, pur essendo nato a Roma, non ho radici culturali ed educazione romana. Il motivo della mia scelta è più legata alla volontà di continuare e consolidare una tradizione che, anche se non famosa come quella napoletana, è certamente più antica. Anzi, la più antica.

La più antica non è quella che risale a S. Francesco ed al suo presepe di Greccio del 1223?
Direi proprio di no! La nascita del presepio, è ormai appurato, si perde nella notte dei tempi. Si è evoluto nella sua forma in moltissime tappe, nei secoli. Sono stati scritti molti trattati sull’argomento. Per brevità, voglio solo ricordare che il più antico “embrione” di presepe, anche se a due dimensioni, è quello presente nelle catacombe di Priscilla (II secolo) dove sono raffigurati la Vergine con il Bambino sulle ginocchia ed un uomo (forse S. Giuseppe?) che indica una stella. Direi che c’è tutto l’essenziale per affermare che il presepio è “nato a Roma”. Certo, quello che si costruisce oggi è ben diverso, ma ci sono quasi duemila anni di evoluzione in mezzo.

Quali sono le caratteristiche di quello attuale?
Il mio intento è quello di rappresentare, con una libera ricostruzione, gli aspetti e lo stile della vita di Roma nella seconda metà dell’ottocento. Grande aiuto per questo mi viene dagli acquerelli del Roesler per le ambientazioni, di Bartolomeo Pinelli per i costumi e le usanze popolari, le incisioni del Piranesi per le grandi architetture classiche. Poi, in aggiunta, anche qualche foto digitale dei luoghi come sono oggi. Pertanto l’intenzione è quella di sottolineare che Dio si fa uomo tra gli uomini – tutti gli uomini - in ogni tempo, proprio tra le rovine della più grande Civiltà pagana mai esistita.

C’è qualche cosa che vorresti dire a chi viene a visitare il presepio di S. Melania?
Si! Vorrei suggerire di vedere il presepio, anzi “visitare” il presepio, solo se non si ha fretta. Poi tornarci una seconda volta, possibilmente in un’altra ora del giorno. Vedrete quante cose non avevate “visto” la volta precedente. In secondo luogo, di non chiedere mai ad altri il perché, cosa rappresenta o come sarà stata fatta la tal cosa. Ogni uno di noi può dare il senso che vuole ad ogni cosa: Sarà sempre corretto. Ricordarsi poi che non si sta guardando un “plastico”. Questa è la ragione per cui la ricostruzione dei luoghi è sempre libera, sono cioè architetture reali, con aggiunte di fantasia ed ubicate in luoghi non reali, per costruire paesaggi plausibili, ma non veri. Ed infine, liberate la vostra mente come se tornaste bambini, cercate di percepire quanto di umano c’è nelle scene rappresentate - fa bene al cuore! - ma soprattutto quanto di divino c’è nel mistero della natività e che sgorga dalla sua rappresentazione - fa bene all’animo! Se solo qualcuno riuscirà a “vedere” tutto ciò…significa che è valsa la pena di lavorare tanto. Allora: buon Natale!


Il Presepe di Santa Melania del Natale 2003: visione d'insieme




La Natività




L'angolo a sinistra del Presepe con il risveglio del carrettiere




Lo scorcio con la Chiesa di S.Angelo in Pescheria ed il Teatro di Marcello




L'angolo a destra del Presepe, con la ricostruzione di abitazioni dell'ottocento


Arte e Progetti