di Danilo Sacchi
Indice:
L'insediamento di Malafede, come ogni avvenimento nuovo, stimola
curiosità e interesse. Oltre l'aspetto archeologico, per gli scavi d'epoca
romana cui è impegnata la sovrintendenza, è interessante la toponomastica.
I nomi dati alle vie e alle piazze sono la continuazione di una scelta fatta
dagli uffici comunali preposti per i nuovi insediamenti del nostro territorio:
l'arte figurativa più recente, soprattutto pittori e scultori che hanno
operato a Roma nel periodo che va dall'inizio del secolo, agli anni '20, fino
agli anni '60 e '70, quasi tutti provenienti dalla cosiddetta "Scuola romana".
Ne citiamo alcuni. Alle "Colonne" (S.Giorgio sud) troviamo, ad esempio,
via Corrado Cagli, pittore e scenografo, via dei Basaldella, i fratelli Mirko
scultore e Afro pittore, Via Achille Funi, pittore. Mentre a "Prato Cornelio"
troviamo via Mino Maccari, pittore e disegnatore satirico, via Gino Bonichi,
(in arte Scipione), pittore dalla forte personalità innovativa, via Domenico
Purificato, pittore dai colori poetici...
L'eterogeneità e le varie influenze di questo movimento artistico non
possono essere raccontate in poche righe. Anche perché si tratta di un
periodo che non si può ancora definire "storico", in quanto
troppo recente. Riportiamo solo alcune parziali notizie.
La "Scuola Romana" si sviluppò a Roma particolarmente tra le
due guerre, negli anni tra il '20 e il '40, influenzando le tendenze artistiche
non solo italiane ma anche europee. Fu così definita perchè univa
artisti che "dipingevano a Roma", seppur in maggioranza romani solo
di adozione. La "Scuola" creò sodalizi e amicizie, legò
espressioni diverse tra loro come la "fase del purismo", del "realismo
magico", del realismo magico e mitico", del "realismo espressionista",
ed altre "proposte" innovative che non sempre furono capite dalla
cultura "ufficiale" e non sempre riuscirono ad esprimersi interamente,
in quegli anni sospettate persino di opposizione politica. Fece incontrare spiriti
diversi come il gruppo dei "pittori della Terza saletta", il luogo
d'incontro nel Caffé Aragno, ora Alemagna (Amerigo Bartoli, Mario e Edita
Broglio, Gisberto Ceracchini, Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Virgilio
Guidi, Carlo Socrate, Francesco Trombadori...), quelli del "caffé
Greco" (Carlo Levi, Pericle Fazzini, Orfeo Tamburi, Renzo Vespignani...),
quelli della "Scuola di Via Cavour (Mario Mafai, sua moglie Raphael, Scipione...)
definita anche dei "neopuristi". Poi altri gruppi ancora. Ognuno di
questi gruppi aveva come riferimento la personalità dominante di Giorgio
De Chirico.
Per Malafede vorremmo approfondire di più, per conoscere meglio le strade
che sempre più persone della nostra comunità percorrono quotidianamente
per uscire e rientrare nelle case.
Abbiamo cominciato con il cercare informazioni su alcuni nomi: via F.Menzio,
via E.Gioja, via G.Usellini, piazza G.Omiccioli.
Pittore dalla "pittura accesa nel contenuto ma chiara di colori", del "gruppo torinese dei sei", portato a Roma nel '32 da Pier Maria Bardi, un entusiasta gallerista milanese, che lo fece esporre nella sua nuova galleria di palazzo Coppedè in via Veneto, la "Galleria di Roma". Successivamente Menzio fu invitato con altri pittori ad esporre e far parte dello scelto gruppo di artisti della galleria "La Cometa", voluta dalla contessa Mimì Pecci Blunt, prima in Via Tor de' Specchi, poi in un palazzetto del '400 di fronte al Campidoglio, dove poi sarà anche costruito il teatro.
Un pittore amico di Reiner Maria Rilke, che visse la magica stagione degli studi di "Villa Strohl-Fern" a ridosso di villa Borghese appena fuori piazza del Popolo (piazzale Flaminio a destra della stazione delle ferrovie nord). Una villa di otto chilometri di verde, dove l'eccentrico nobile alsaziano Alfred Wilfred Strohl fece costruire gli studi con ampie vetrate, dove soggiornarono e lavorarono tra gli altri: Renato Brozzi, medaglista di D'Annunzio, Attilio Selva, scultore e accademico d'Italia, Virgilio Guidi, Gisberto Ceracchini... Poi anche altri talenti come Carlo Ludovico Bragaglia, Bruno Barrilli...
Anche questo pittore fu meglio conosciuto attraverso il concorso bandito nel '38 dalla "Galleria la Cometa" della contessa Pecci Blunt. Suoi quadri entrarono nella collezione della nobildonna, le cui sale già ospitavano opere del Veronese, Brueghel, Tiepolo, Corot...
Figlio di un artigiano, giunto tardi alla pittura, spontaneamente,
lentamente cominciò a definire il suo stile dai toni morbidi e inconfondibili:
le reti, le marine, gli orti, i fiori... Uomo timido e in disparte, pittore
non ancora "ufficiale", fece parte della "Scuola romana"
soprattutto perché stimato e apprezzato dagli amici: Depero, Carena,
Mafai, De Pisis, Ferrazzi..
Aveva lo studio in via Margutta, al mitico numero di tanti artisti: il 51/a.