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La Storia della Parrocchia

Dedicazione della chiesa

Il 2 marzo 1986 S.Em. il Cardinale Ugo Poletti, vicario della Diocesi di Roma, consacrò la nostra chiesa parrocchiale dedicandola a S. Melania Juniore, patrizia romana del IV secolo, spogliatasi dell���enorme patrimonio per donare ai poveri, costruire chiese, fondare conventi, e morta a Gerusalemme nel 439 d.C.

Nascita della parrocchia

La solennità del momento coronava le aspirazioni e gli sforzi che da oltre un decennio impegnavano la comunità dell’AXA, dai primi timidi approcci di singoli fedeli presso le parrocchie vicine o direttamente presso il Vicariato, alla formazione di un vero e proprio movimento di laici che, unendosi alla disponibilità dei Padri Canossiani ad assumere l’impegno di una nuova cura pastorale, ottenne infine il decreto del 1 novembre 1978 per l’edificazione di una chiesa: la parrocchia di S.Melania Juniore.

Via Terpandro

Con la lettera del 4 dicembre 1978, intestata “Vice-cura di S. Melania“, indirizzata “Alle famiglie del quartiere dell’AXA” il compianto Padre Giustino Vieceli, annunciava la prossima apertura di un luogo di culto in locali presi in affitto in Via Terpandro 60. L’apertura della chiesa “provvisoria” avvenne il 24 marzo 1979. Il 10 ottobre dello stesso anno fu nominato il primo parroco, il canossiano Padre Egidio Rudez.
Durante l’esperienza di Via Terpandro, S.E.Mons. Clemente Riva, vescovo ausiliare del nostro territorio, effettuò la prima visita pastorale, dal 10 al 17 ottobre 1982, avviando la “scuola di vita cristiana” con il mandato ai primi catechisti, che, appunto in mancanza di locali, svolgevano i corsi prevalentemente nelle case private. E’ ancora vivo il ricordo della “pionieristica” cerimonia all’aperto delle cresime nel giorno di Pentecoste del 15 maggio 1980. In quel periodo si formarono i primi gruppi parrocchiali: il coro, la Caritas, altre iniziative.
Contemporaneamente si sviluppò un movimento spontaneo con lo scopo di raccogliere fondi per la costruzione della chiesa, che Padre Egidio coordinò e promosse con un lavoro silenzioso ma costante, visitando casa per casa tutte le famiglie del quartiere. Fu costituito il “Gruppo pro-Chiesa Nuova” che si occupò del lavoro organizzativo. In tal modo fu infine possibile consegnare in Vicariato una somma quale contributo all’avvìo delle opere parrocchiali.

Prime iniziative di formazione

Ospitando corsi di catechismo e collaborando all’animazione delle celebrazioni liturgiche, un aiuto importante alla costituenda parrocchia fu dato dalle suore di N.S. di Nazareth di via Aristofane 45, dove poi si insediarono e tuttora risiedono le “Suore Missionarie Francescane”. Provvidenziale fu inoltre l’arrivo nel nostro quartiere, in via Epicarmo 18, di una casa di formazione delle “Suore di Gesù buon Pastore” (“Pastorelle”), che subito offrirono la loro partecipazione alla vita della comunità.

Disponibilità del terreno

Nel marzo del 1980 il Vicariato formalizzò con la Società Axa l’acquisto del terreno di via Eschilo, dove sarebbero sorte le opere parrocchiali e la Chiesa. A fine giugno venne consegnato al Vicariato ed agli uffici competenti il progetto completo del costruendo complesso.

La prima pietra

Il 22 maggio 1984 iniziarono i lavori della casa parrocchiale. Il 28 ottobre dello stesso anno, Padre Bruno Moras, successore di Padre Egidio nominato parroco in Sicilia, accolse il cardinal Vicario Poletti venuto a benedire la posa della “prima pietra” della “vera” chiesa, nel corso di una festosa manifestazione con larga partecipazione di gente.
Nel maggio del 1985 i Padri canossiani, fino ad allora ospitati dai confratelli di S.Giorgio, si insediarono nella nuova casa parrocchiale di Via Eschilo, utilizzando l’attuale salone per le celebrazioni liturgiche. In ottobre furono disponibili le nuove aule per le attività di formazione e catechesi.
Si concludeva così l’esperienza di Via Terpandro, durata da marzo del 1979 a maggio del 1985.

La chiesa e le opere

Padre Bruno affrontò con notevole impegno le tante cose da fare: l’arredamento dei locali, la recinzione del terreno, l’allestimento dell’oratorio per le diverse attività sportive, coadiuvato dai vice parroci Padre Gerolamo e Padre Fabio, alle sue prime esperienze parrocchiali. Nell’oratorio furono realizzati gli spogliatoi, un garage, una tettoia successivamente completata come sala giochi. Gradualmente fu realizzata la stamperia, utile supporto alle molte esigenze delle diverse attività. Tali attività ebbero un significativo sviluppo, in quanto rispondevano alle esigenze di una popolazione costituita da famiglie mediamente giovani.
La chiesa fu provvista di banchi e confessionali. In seguito, fu realizzata la Via Crucis, opera del parrocchiano Giancarlo Miccò, quindi le vetrate dei “sette Sacramenti” e del “Padre Nostro”.
Sotto la guida di Padre Fabio, affiancato più tardi da Padre Pietro l’oratorio divenne un sicuro punto di riferimento per giovani e giovanissimi: tornei di calcio, feste mensili, GREST (gruppi estivi), campi vacanza estivi, “coretto” per i giovani….
In quel periodo furono istituiti i corsi di preparazione al matrimonio per fidanzati, organizzati, in un primo tempo, in collaborazione con la parrocchia di S. Giorgio. Fu nominato il primo consiglio pastorale parrocchiale ed il comitato per gli affari economici. In tal modo la parrocchia poteva essere rappresentata negli incontri di Prefettura e di Diocesi, come in occasione del Sinodo diocesano del 1987.

Il Papa in visita

La visita del Santo Padre, il 27 novembre 1988, fu l’evento che impegnò ogni settore di attività e che costituì anche un momento di prova, rivelando il grado di consapevolezza raggiunto dalla parrocchia.

Le attività

Con l’anno pastorale ’87-’88 ebbero inizio gli annuali programmi di incontri culturali con la presenza di personalità della cultura, della politica, e della scienza, che costituirono e costituiscono significativi momenti di aggregazione e di riflessione per il quartiere. Dell’inizio degli anni ’90, è la formazione del gruppo giovanile “Fede e Luce” che, trovando subito consenso, si impegnò quale importante punto di riferimento per molti giovani colpiti da handicap di varia natura e per le loro famiglie.
La presenza dei Padri canossiani ha stimolato la Caritas parrocchiale negli impegni di solidarietà, in favore delle “missioni” diffondendo il significato dell’”adozione a distanza”, poi avviando il “Centro di Ascolto” punto di riferimento per tante necessità, sensibilizzando il quartiere a sostenere e far comprendere a tutti il senso ecclesiale dell’impegno caritativo. In questo periodo si è costituito il Gruppo di Preghiera Padre Pio ed il gruppo 50 + e – con l’intento di favorire l’incontro dei più anziani.
Nel settembre del 1992, Padre Modesto diventò il nuovo parroco in sostituzione di Padre Bruno chiamato a Verona, e in seguito inviato in India per fondare là una nuova missione.
Nell’estate del 1996 i Padri Canossiani hanno lasciato la cura della parrocchia, che il cardinal Vicario Camillo Ruini ha affidato il 9 settembre 1996 a sacerdoti diocesani, don Andrea Lonardo, parroco, e don Alessandro De Rossi, vice parroco, ai quali si è aggiunto d.Francesco Pesce, nominato vice-parroco l���1 settembre 1999. D.Alessandro è stato poi destinato, nell’estate 2001, alla parrocchia di S.Paola romana alla Balduina

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