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Notizie su Santa Melania

Vita di Santa Melania Juniore

di padre Modesto Ivano Giacon Pubblichiamo sul nostro sito una storia della vita di S. Melania Juniore, scritta da padre Modesto Giacon, canossiano, nostro parroco nel periodo tra il 1992 e il 1996. Per tutti gli altri testi sulla Santa consultare la sezione "Notizie su Santa Melania". La Redazione di www.santamelania.it

Nascita e fanciullezza

Santa Melania Juniore nacque a Roma verso la fine deI 383. Era figlia di Valerio Publicola della nobilissima stirpe dei Valeri, celebre fin dai tempi della Repubblica Romana per una lunga serie di consoli e di magistrati. La madre di Melania, Albina, discendeva dalla famiglia Celonia ed era cristiana. Il padre di Albina, invece, era pontefice di Vesta. Melania fu affidata presto ad una istitutrice greca, come era consuetudine presso i Romani. Le fu impartita una educazione degna della nobile famiglia cui apparteneva. Apprese perfettamente il latino ed il greco, che parlava correttamente. Fin da piccola amava Io studio e desiderava molto apprendere. Fu guidata presto alla pratica religiosa cristiana. Suo padre la iniziò all'amore e allo studio della Bibbia. Si adattava con fatica allo sfarzo e al lusso della casa. Ma il padre la costringeva a vestire gli abiti più ricchi e a portare gli ornamenti più preziosi. La voleva la fanciulla più ammirata e invidiata di Roma.

Sposa e madre

Melania, sull'esempio di nobili fanciulle cristiane, desiderava consacrarsi a Dio nella verginità. Ma Publicola, per salvaguardare il ricco patrimonio della casa e per continuare la sua stirpe, la promise in sposa al figlio di un suo cugino. Nel 397, a quattordici anni, Melania si unì in matrimonio a Piniano diciassettenne. La giovinetta, forzata a sposarsi e tristemente impressionata dalla licenziosità delle famiglie romane, chiese alla sposo di vivere in totale continenza. Piniano non acconsentì. Nacque presto una bambina, che morì poco dopo. Melania rinnovò la sua richiesta, ma intervenne il padre, allontanandola dalle persone che, secondo lui, la distraevano dal tenore di vita che egli sognava per lei. La notte di San Lorenzo del 399 Publicola non le permise di celebrare la veglia nella basilica del Santo con tutti i fedeli. Melania fu costretta a rientrare in casa, dove passò l'intera notte in preghiera, inginocchiata sul pavimento. La mattina seguente si recò in basilica per la Messa. Tornata a casa, fu costretta a letto, per un parto prematuro. Diede alla luce un bambino, che morì il giorno appresso. La giovanissima mamma in quei giorni fu tra la vita e la morte. Piniano, che l'amava teneramente, corse alla basilica di San Lorenzo ad impetrarne la guarigione e promise che se fosse guarita avrebbe assecondato il suo desiderio di vivere in perfetta continenza. Ottenne il miracolo e mantenne la promessa. Il padre di Melania, ambiziosissimo, nonostante la sua pietà, lodata anche da Sant'Agostino e da San Paolino di Nola, costringeva i giovani sposi, con forte riluttanza della figlia, a condurre una vita secondo il rango della nobilissima famiglia. Nel 404 egli venne a morte. Melania poté allora cambiare completamente il tenore della sua esistenza e conformarla a quella di pietà e di rinuncia della sua nonna paterna, Santa Melania Seniore.

Rinuncia alle ricchezze

La madre Albina e lo sposo Piniano vollero seguirla nel suo impegno di maggiore conformità a Cristo, povero e umile. Con lei lasciarono il ricchissimo palazzo di Roma e andarono a vivere in una villa di campagna. La loro casa diventò presto centro di ospitalità, di carità, di vita religiosa. Le sostanze dei Valeri, di cui Melania, dopo la morte del padre, era diventata unica erede, ammontavano ad un valore inestimabile. La giovane matrona, nella sua sensibilità cristiana, si sentiva oppressa da quella immensa ricchezza. D'accordo con Piniano, pensò di vendere gran parte del patrimonio per aiutare le chiese e i poveri. Appena i parenti ebbero sentore di questo progetto, aizzarono contro i due giovani sposi i contadini e i servi. E fu così forte la guerra scatenata soprattutto dal fratello di Piniano, Severo, per impedire la vendita che Melania fu costretta a ricorrere all'imperatore Onorio. Si presentò a Serena, suocera dell'imperatore, che rimase fortemente colpita dall'umile contegno e dall'abito dimesso della giovane matrona e le ottenne subito un rescritto imperiale, che incaricava le autorità delle province, sotto la loro personale responsabilità, a favorire la vendita delle proprietà dei Valeri e a consegnarne direttamente il prezzo a Melania. Con la somma ricavata diede aiuto e soccorso ai poveri, ai malati, agli schiavi, ai pellegrini, alle chiese e ai monasteri in tante parti dell'impero. Lo storico contemporaneo Palladio assicura che i monasteri di Egitto, Siria, Palestina ricevettero forti aiuti da Melania e che in una sola volta liber�������������������������������������� ottomila schiavi. %0

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